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Un solo sguardo, scale diverse

Interni
Lo spazio che abiti:
trasformare ciò che già esiste.
Mi piace entrare in una casa e vedere subito come potrebbe cambiare: uno spazio che può fluire meglio, una stanza che può trovare un nuovo ruolo, un elemento antico che può tornare protagonista.
Lavoro soprattutto su appartamenti residenziali, spesso di dimensioni contenute, dove progettare significa trovare soluzioni intelligenti e misurate, capaci di trasformare senza necessariamente stravolgere.
Mi interessano i materiali, la luce, i colori e soprattutto il dialogo tra ciò che esiste e ciò che arriva: il pavimento antico accanto alla materia grezza, una traccia del passato accanto a qualcosa di nuovo.
Ogni progetto nasce dall'ascolto di chi abita lo spazio, delle sue necessità e abitudini e di ciò che quello spazio può ancora diventare.
E poi c'è il cantiere: il momento in cui un'idea smette di essere un disegno e diventa materia.
Grafica
Lo spazio che comunichi:
dare forma alle idee.
Mi piace prendere un'idea e cercare il modo giusto per renderla visibile: un'immagine, un segno, una composizione, un colore, un oggetto.
La grafica per me è uno strumento trasversale, che uso per raccontare e sviluppare i miei progetti: identità, manifesti, materiali per eventi, pubblicazioni, allestimenti e comunicazione nello spazio.
Mi interessa il passaggio dal brainstorming alla forma, quando insieme si trova un linguaggio capace di raccontare davvero un progetto.
Ma per me la grafica non vive solo sulla carta o sullo schermo. È anche la luce che entra da una finestra e disegna un'ombra sul muro, il rapporto tra due colori, la composizione di forme e materiali in uno spazio.
Per questo grafica, architettura e arte si contaminano continuamente: cambia il supporto, cambia la scala, ma resta la stessa voglia di dare forma alle idee.


Curatela Urbana
Lo spazio che condividi:
portare l'arte dove può generare cambiamento.
Mi interessa portare l'arte fuori dai luoghi convenzionali e farla incontrare con gli spazi della vita quotidiana. Credo nella bellezza come possibilità concreta di trasformare il modo in cui guardiamo e viviamo un luogo.
Lavorare con gli artisti è per me un confronto continuo e sorprendente: insieme possiamo immaginare interventi capaci di modificare uno spazio, creare nuove relazioni e lasciare una traccia nella comunità che lo abita.
Mi piace progettare tutto ciò che serve perché un'idea accada: dall'ideazione all'organizzazione, dall'allestimento alla relazione con il territorio e con chi lo vive. Con l’associazione Linkinart, di cui sono socia fondatrice, realizzo progetti di arte pubblica che mettono in dialogo creatività, spazio e persone.
E poi c'è quel momento in cui qualcosa succede davvero: un luogo cambia, le persone lo attraversano con occhi diversi e arriva una risposta inattesa. È lì che avviene la magia.

Un solo sguardo, scale diverse
Cambio scala, linguaggio e materia, ma il mio modo di guardare rimane lo stesso.
Osservo, sento, ascolto anche ciò che non è immediatamente visibile. Metto in relazione persone, spazi, immagini, materiali e idee. Poi trasformo, cercando una forma che prima non c'era.
Mi interessano i confini, i margini, gli spazi in-between: quei punti in cui mondi diversi si incontrano e dalla contaminazione nasce qualcosa di nuovo.
È per questo che passo con naturalezza dalla casa alla grafica, dalla materia all'arte pubblica, dal dettaglio alla città. Non per fare tutto, ma per continuare a cercare.
